VOGLIO CANTARE LA CARITÀ!

Signore, scrivete sulla mia fronte

e sul mio cuore

il Tau sacro della carità.

Apritemi gli occhi e il cuore

sulle miserie dei miei fratelli:

che la mia vita fiammeggi,

come in altissimo rogo,

davanti a Voi, o Gesù!

 

  Vita Ardente!

Fatemi un braciere, sfavillante di luce.

Vivere di luce.

Inginocchiato con tutta la mia miseria,

io mi stendo, gemendo,

dinanzi alla tua misericordia, o Signore,

che sei morto per noi.

Signore, non son degno,

ma ho bisogno della tua gioia,

una gioia casta, una gioia che rapisce,

che ci trasporta nella pace,

al di sopra di noi stessi e di tutte le cose:

immensa gioia!

 

   L’anima ha deciso di vincer tutto

per ascendere, unirsi a Dio:

è la gioia dell’umiltà.

 

  La carità ha fame d’azione:

è un’attività che sa di eterno e di divino.

La carità non può essere oziosa.

Noi moriamo in Dio e viviamo in Dio.

 

  Mi sento come un carbone acceso

su un grande altare:

vivere in Lui e Lui in noi.

Ecco il sublime della vita,

il sublime della morte,

il sublime dell’amore,

il sublime della gioia,

il sublime dell’eternità!

 

  Chiunque segue Maria sarà vincitore

dei propri nemici e arriverà al regno

in cui Ella regna col suo Figliolo,

nella gloria che non avrà mai fine,

nella beatitudine immensa;

più su, nel silenzio sacro dell’Incomprensibile,

dove trema un arcano splendore

dove è l’Altissimo!

 

  Pregate Dio per colui che scrive,

assistito dalla grazia divina,

questa pazzia d’amore;

egli prega per tutti coloro che la leggeranno.

E che Dio ci doni Se stesso:

largamente e in eterno. Amen

Oh le meraviglie della Luce!

 

Nel nome della Divina provvidenza“, Piemme, 1994, p. 101-102

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