Speranza, fiducia, abbandono in Dio

1.   La preghiera è l’elevazione e voce della nostra speranza. (L I,451)

2.   E diffidiamo di noi stessi, o miei cari, diffidiamo di noi, facendo le cose posatamente, e non esponiamoci temerariamente; confidiamo, però, con fiducia illimitata nella bontà del Signore, e preghiamo di più. Ma non si stia a fare opere di conto sulla   semplice parola o promessa degli uomini, e   l’esperienza ci insegni ad essere meno ottimisti   e più cauti. (L I,337)

3.   In Te dunque, o Signore Dio mio, io ripongo tutta la mia speranza e il rifugio dell’anima mia e della vita mia: in Te, o Signore Dio mio, depongo ogni mia tribolazione ed angustia, perché trovo tutto infermo ed instabile quanto veggo fuori di Te! (L I,186)

4.   ingratitudini passate, per l’intercessione della nostra Madre del Paradiso, la Madonna Santissima; supplichiamolo, con umili, intensissime preghiere, di riceverle in odore di soavità di confortare la nostra debolezza, annientandoci davanti a Lui e dandoci come morti a Gesù Cristo, per vivere unicamente di Lui e per Lui, e di darci la grazia di rimanere fedeli nella santa vocazione, perché niuna delle prime pietre sia rigettata dal celeste fabbricatore. (L I,27)

5.   Nella meditazione sentiamo di respirare in Dio, nella meditazione sentiamo il tocco di Dio. È quando nasce in noi un gran desiderio; la volontà di riformarci; e tutto il nostro interiore si riempie di sommissione e di amore a Dio, e tutto il nostro esterno di modestia, di dolcezza, di pace.  Ma, per sentire questo, è necessario, fin dal mattino, summo mane, gettarci umilmente ai piedi di Gesù, nel silenzio e nella solitudine, e disporre almeno di una mezz’ora al giorno: è allora che Iddio, parlandoci, si fa Maestro. (L I,452)

6.   Allarghiamo il nostro cuore agli affetti più teneri, e gettiamoci in adorazione ai piedi di Gesù; divampi del suo amore la nostra vita poiché il suo amore è soave e divino, ed è vita, è vita, e frutto della sua carità è la pace, anzi è la bellezza stessa della pace: in pulchritúdine pacis! (L I,143)

7.   « Estote fortes in Fide! ». Perseveranti nell’orazione, saldi nella Fede, piccoli e umili ai piedi della S. Chiesa, Madre della nostra Fede e delle nostre anime, attendiamo tranquilli, sereni, l’ora di Dio. Il Signore, che, con la Sua mano, ha asciugato tante nostre lacrime, convertirà in gaudio ogni nostra tristezza: abbiamo Fede! (L I,461)

8.  E riponiamo in Nostro Signore ogni speranza e fiducia, rafforzando in Dio la nostra volontà e i buoni propositi, perché, senza Dio, non si edifica. Senza Dio, i vincoli stessi sociali sono catene, i frutti della scienza e delle arti immiseriscono; e la vita, sia pur condotta in una Casa religiosa, se non è vita veramente religiosa, non è vita di Dio, e diverrebbe uno sbadiglio o un martirio, o peggio!… Dio solo è il fondamento di ciò che resta, di ciò che ha valore eterno: Dio è il fine di tutti i beni l’altezza della vita, il respiro dell’anima: e fortissimo conforto de’ suoi servi è lo sperare in Dio. (L I,454)

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