Sintesi della vita

Il 23 giugno 1872, Giovanni Luigi Orione nasce a Pontecurone (AL), da Vittorio Orione, selciatore,  e da Carolina Feltri, casalinga. Il giorno seguente viene battezzato nella splendida chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

Desideroso di consacrarsi a Dio nella vita religiosa e attratto dallo spirito povero e semplice di San Francesco, il primo settembre del 1885 lascia il paese per entrare nel convento dei francescani a Voghera.

 

Crede di aver raggiunto il paradiso; ma nella settimana santa del 1886, è ridotto in fin di vita da una strana malattia. Nel giugno dello stesso anno, suo malgrado deve tornare a casa.

Per alcuni mesi soffre, prega e si rende utile alla famiglia. Il Signore che lo vuole suo, apre una nuova, inaspettata, strada. Il 4 ottobre, festa di san Francesco, entra come aspirante salesiano, all’Oratorio di Valdocco.

 

Ha la fortuna di conoscere don Bosco e di averlo come confessore.

Alla morte del santo sacerdote, nella fretta di affettare il pane per distribuirlo ai malati, si taglia un dito. A contatto con il corpo la guarigione è immediata: è il primo miracolato di don Bosco.

Quando tutto faceva pensare e sperare in una ottima riuscita, spinto interiormente, incoraggiato nel sogno dallo stesso maestro, lascia Torino.

Dopo varie incertezze, precauzioni e prudente attesa, il 16 ottobre del 1889 entra nel Seminario diocesano di Tortona, come alunno del liceo.

 

Non sono poche le difficoltà che incontra, ma il suo carattere forte e intrepido sa affrontarle e trasformarle in occasione di crescita. Guardato con diffidenza, deriso, risponde con benevolenza e carità.

E’ povero, non ha soldi abbastanza per pagare la retta. Il primo dicembre del 1891 gli viene offerta la possibilità di guadagnare qualche spicciolo facendo il custode in duomo.

Essere custode in Duomo significa anche essere a contatto con molte persone. Dall’incontro fortuito con un ragazzo allontanato dalla scuola di catechismo, il 2 marzo 1892, inizia l’apostolato in favore della gioventù.

 

Come era da prevedere i ragazzi aumentano di giorno in giorno: occorre trovare un posto ove possano stare insieme, pregare, giocare. Il vescovo, sensibile all’iniziativa, mette a disposizione il giardino dell’Episcopio.

Nel luglio dello stesso anno viene inaugurato, in forma solenne, l’Oratorio San Luigi.

Tanti giovani sono poveri e potrebbero essere ottimi sacerdoti. Sostenuto dalla Provvidenza, con tutte le inevitabili difficoltà e incomprensioni, il 15 ottobre del 1893 apre il primo Collegio nel rione san Bernardino.

 

Ancora chierico, con la benedizione del Vescovo, Orione diventa fondatore di una famiglia religiosa che in breve varcherà anche l’oceano.

Dopo un anno esatto, il 15 ottobre del 1894, lascia con i suoi ragazzi i locali del Collegio e si trasferisce al “Santa Chiara” nel centro di Tortona.

 

Desidera che alcuni suoi alunni meritevoli frequentino l’università. Apre allora una casa per studenti a Torino ed una a Genova. Tra questi spicca per intelligenza e santità il servo di Dio don Gaspare Goggi.

 

Il 13 aprile del 1895, nella chiesa dell’Episcopio è ordinato sacerdote. Ora può dedicarsi interamente ai suoi giovani e alla sua famiglia religiosa. Sarà tutto un fiorire di iniziative e di opere di carità. Già nell’agosto del 1906 apre una prima succursale a Mornico Losana.

 

Don Orione cosciente dell’importanza della stampa, ha fatto tutto il possibile per avere tipografie e case editrici proprie.

 

Nell’agosto del 1898 inizia la pubblicazione dell’”Opera della divina Provvidenza”. La rivista servirà a farlo conoscere anche lontano. Seguiranno via, via altre pregevoli testate tra le quali merita di essere ricordata, “la scintilla”. Nel gennaio 1929 inizia il periodico “Mater Dei” apprezzato dal Vaticano e degno di ricevere spazio nell’Osservatore Romano”.

Nello stesso anno, nel mese di ottobre, il vescovo monsignor Blandini invita don Orione a Noto (Siracusa). I locali del Collegio Vescovile diventano la prima sede, fuori diocesi, dell’Opera di don Orione.

 

Noto vanta ancora un altro primato, l’inizio delle Colonie agricole, risposta allora, originale e interessante per la promozione sociale.

Negli anni 1901-1902 sorgeranno colonie agricole anche a Bagnorea, Cegni di Varzi e, in Roma, alla Nunziatella, a S. Giuseppe alla Balduina, a Santa Maria a Monte Mario.

Nel giugno del 1899 apre a Sanremo, il Convitto San Romolo dove invia come responsabili i suoi migliori sacerdoti.

 

Anima eminentemente contemplativa proiettata in una attività frenetica, sente l’urgenza di un sostegno valido e sicuro. Il 30 luglio del 1899, in un contesto di semplicità e povertà degna dei fioretti di san Francesco, impone l’abito ai primi eremiti della divina Provvidenza. Essi avranno il compito di pregare perché le fatiche apostoliche dell’intera famiglia religiosa, abbiano frutto.

 

Solo nel 1923 otterrà dal vescovo, come sede definitiva, l’Eremo di S. Alberto di Butrio che agli antichi splendori aggiunge il vanto di aver ospitato l’eremita cieco, frate Avemaria.

Il vescovo Monsignor Igino Bandi, il 21 marzo del 1903, emana il decreto dell’approvazione diocesana dell’Opera. Don Orione è fondatore di una famiglia religiosa riconosciuta e accolta a pieno titolo nella chiesa locale.

 

Il 20 novembre del 1954, anno mariano, ci sarà l’approvazione pontificia della Piccola Opera della divina Provvidenza.

Di fronte al santa Chiara, c’è la Casa Oblatizia. E’ la casa che la Provvidenza offre a don Orione per il necessario trasloco nel maggio del 1904.

 

In seguito acquisterà lo stabile e debitamente ristrutturato, sarà la “centrale” di tutta la Congregazione. Giustamente le sarà dato il nome di “Casa madre”. Essa ancora oggi è testimone e fedele custode di molti fatti straordinari legati a don Orione e alla sua opera.

Nella casa oblatizia l’anno successivo,1905, coronando un sogno, coltivato da lungo tempo, apre la sua prima tipografia. Tanti giovani potranno anche imparare un mestiere e guardare al futuro con più serenità.

A don Orione, già nel 1904, era stata affidata in Vaticano la cappellania di Sant’ Anna.

 

Don Orione aveva chiesto al papa di andare missionario il Patagonia. Pio X come risposta gli affida alla periferia di Roma, il quartiere Appio.

 

Il 25 marzo del 1908, festa dell’annunciazione, inizia il ministero in quella zona trasformando in chiesa una piccolissima stalla.

Ci vorranno gli anni e nel quartiere sorgerà la splendida chiesa di Ognissanti e il 16 gennaio del 1938, sarà inaugurata la prestigiosa scuola “San Filippo Neri”.

Inizio gennaio 1909, data triste e luttuosa per l’Italia: un terremoto distrugge la città di Messina. Don Orione parte immediatamente, il 4 gennaio, per dare il suo aiuto. Non si risparmia, lavora giorno e notte, è presente ovunque.

 

Apre, per gli orfani bisognosi di una casa, l’Orfanatrofio di Cassano Ionio (Cosenza).

E’ nominato da Pio X, vicario generale della diocesi di Messina. L’impegno sarà tale da costringerlo a rimanere più del previsto. Solo nel marzo del 1912 può lasciare la Sicilia e tornare a Tortona tra i suoi religiosi.

A distanza di soli tre anni, gennaio 1915, un altro grave terremoto colpisce l’Italia. Il lavoro estenuante di quei giorni, confesserà don Orione, gli accorciò la vita di almeno dieci anni. Lo scrittore Ignazio Silone, è uno dei tanti ragazzi soccorsi e aiutati da don Orione.

Don Orione vuole attorno a se sacerdoti e collaboratori generosi, di provata virtù, soda dottrina e culturalmente afferrati. E’ necessario curare direttamente la formazione degli aspiranti al sacerdozio e alla vita religiosa

 

Appena fuori Bra (Cuneo) si affaccia, come da un balcone sulla pianura antistante, con lo sfondo il Monviso e la catena delle Alpi, la Villa dei Conti Moffa. E’ isolata, dispone di moltissimo terreno, è il luogo ideale per i giovani seminaristi.

L’8 dicembre del 1911 acquista stabile e terreno. La simpatia degli abitanti e la loro disponibilità facilita la sistemazione dei locali del Noviziato e, successivamente, la costruzione dello Studentato.

A Villa Moffa sono passati tutti i giovani aspiranti italiani, hanno insegnato i migliori sacerdoti della Congregazione, è stata la casa per molti anni degli esercizi spirituali. E’ superfluo dirlo, era nel cuore ed ha goduto di frequentissime visite di don Orione.

Il 12 aprile del 1912, durante un’udienza memorabile, don Orione emette i voti perpetui nelle mani di san Pio X, testimoni sono i due angeli custodi.

 

Meritano attenzione i rapporti di don Orione con il papa. Da Leone XIII ebbe l’incoraggiamento a incrementare la fondazione e una speciale benedizione per il ramo degli eremiti. Amico intimo di san Pio X ebbe da lui incarichi delicati e importanti. Collaborò in più circostanze con Pio XI. Il 28 ottobre a Porta san Sebastiano, con un migliaio di studenti dell’Istituo San Filippo neri, incontrerà per l’ultima volta Pio XII.

La sete delle anime, il desiderio della missione trova finalmente uno sbocco al di là dell’oceano. Nel dicembre del  1913 partono da Genova, i suoi primi missionari per il Brasile. Nel giugno del 1921 li raggiungerà e rimarrà con loro fino al 4 luglio del 1922.

 

E’ un anno di intensissimo apostolato e di numerose nuove fondazioni: a Rio de Janeiro,La  “Casa di Preservazione”; a Puerto Mar del Plata, la parrocchia e la scuola Sacra Famiglia; a Buenos Aires, il riformatorio Marcos Paz

La costellazione delle oepere continua: nel 1929 il Patronato operai a Montevideo; nel 1930 una colonia agricola a La Floresta; e nel 1932 l’opera di san José in Mar del Plata; la parrocchia san Carlos in Montevideo nel 1934.

Il secondo viaggio nelle Americhe lo inizierà il 24 settembre 1934, per tornare il Italia il 24 agosto 1937. Tre lunghi,  intensi anni lo costringono lontano dai suoi figli in Italia. Sorgono come per incanto altre numerose opere in Brasile, Argentina, Urugay.

La Congregazione non è solo costituita da sacerdoti, fratelli ed eremiti. Di essa fanno parte anche le Piccole Suore Missionarie della Carità fondate il 29 giugno del 1915 e Le Sacramentine cieche sorte nel 1927.

 

Il 17 aprile 1965 anche le suore Misionarie della Carità otterranno l’approvazione pontificia.

Il 29 agosto 1918 Fa voto insieme al popolo, di erigere in Tortona un santuario alla Madonna della Guardia.

 

Il 23 Ottobre 1926 la posa della prima pietra;

il 23 aprile 1928 iniziano i lavori, manovali sono chierici e sacerdoti dell’Opera;

il 29  agosto 1931 è la data della solenne inaugurazione.

Negli anni 1919-1921 è tutto un susseguirsi di nuove istituzioni:

 

Nel 1919 Il Patriarca La Fontaine lo chiama a Venezia e gli affidati l’Istituto Manin e l’Orfanotrofio Artigianelli. Apre l’Istituto Sacro Cuore di San Severino Marche

Nel 1920 Raccoglie nella villa Marco Soranzo di Campocroce di Mirano (Venezia) gli aspiranti alla vita religiosa e al sacerdozio. Nella città di Tortona apre l’istituto tecnico Dante Alighieri.

Nel  febbraio del 1921, presso l’Istituto Artigianelli a Venezia, acquista la tipografia e la casa editrice “Emiliana”.

Il cerchio continua ad allargarsi, dopo la Colonia agricola di Rafat (Palestina) aperta nel settembre del 1921, la Congregazione nel 1923 apre la sua prima casa in Polonia nella città di Zdunska Wola e nel 1925 l’orfanatrofio in Acandia (Isola di Rodi).

 

Negli anni successivi, sempre all’estero: Negli stati Uniti a Jasper Indiana (1934); in Inghilterra a Cardiff e sud del Galles opere di assistenza per gli emigrati (1935), in Albania a Shijak casa per l’assistenza ai lavoratori italiani.

La storia di don Orione è particolarmente legata a quelle opere di carità per gli ultimi che portano il nome di Piccolo Cottolengo. Nel 1915 apre il primo Piccolo Cottolengo in Ameno (Novara); Nel 1924 fonda quello di Genova; nel 1933 nizia il Piccolo Cottolengo in Milano (la prima pietra verrà posta il 7 dicembre 1938); il 18 aprile 1935 pone la prima pietra del Piccolo cottolengo argentino a Claypole (Buenos Aires).

 

Ma i Piccoli Cottolengo non sono le uniche opere di carità. Sono da aggiungere nel giro di pochi anni nella sola Italia: l’Opera Antoniana delle Calabrie ( 19 marzo del 1924); il Pio Istituto del Suffragio a Magreta di Modena (30 giugno del 1925); nel 1930 l’istituto sacro cuore di Fano (Pesaro) e l’Istituto san Vittore di Borgonovo (Piacenza); nel 1932 la casa di riposo a Pontecurone; nel 1933 Villa Charitas su a castello di Tortona; nel 1934 la colonia Sant’Innocenzo (la Calvina) in periferia di Tortona.

Anche le scuole sono nel cuore di don Orione. E non solo scuole per i suoi seminaristi, per gli orfani, ma scuole di tutte le categorie e a tutti i livelli. Dopo la scuola dante Alighieri in Tortona, nel 1924 acquista e riapre il secolare Collegio San Giorgio di Novi Ligure; nel 1938, abbiamo visto, inaugura, a Roma, la scuola san Filippo Neri (16 gennaio 1938) e l’11 novembre dello stesso anno ad Alessandria in nuovo Istituto Artigianelli.

 

Il 15 agosto del 1927 invia una circolare a tutti i parroci d’Italia che passa sotto il titolo “questua delle vocazioni”, una richiesta umile e rispettosa di giovani disponibili a seguire il Signore. Parroci e famiglie rispondono con generosità. L’aumentato numero di aspiranti lo costringe nell’ottobre del 1928 ad aprire un nuovo seminario a Voghera. Molti sacerdoti e religiosi sono il frutto di quella circolare.

 

Il 26 dicembre 1930 realizza a Tortona, uno dei sogni più belli, il presepio vivente. Lo ripeterà a Novi Ligure, a Voghera e a Bra. Poesia alta e sublime che contempla Dio che per amore si fa uno di noi e viene ad abitare tra noi. E’ una forma semplice e popolare di catechesi; l’esaltazione della benevolenza e dell’umanità di Cristo Signore; un invito alla bontà; un gesto concreto di solidarietà con i poveri aiutati con le offerte raccolte.

 

Nel 1932 acquistata la Villa Lomellini e il relativo parco, apre a Montebello della Battaglia (PV), l’Istituto San Benedetto, per tanti anni sede del ginnasio.

 

Sono molti gli alunni usciti dalle scuole della Congregazione che hanno formato la propria famiglia; sono operai, professionisti, dirigenti ma tutti ugualmente affezionati e riconoscenti a don Orione. Il 27 maggio del 1934, convocati a  Tortona per un primo Convegno, danno inizio all’associazione ex-allievi.

 

La salute vacilla. Già nel novembre del 1926 una gravissima malattia aveva messo in pericolo la sua vita. Il 31 marzo 1939 colpito da un grave attacco di angina pectoris, è ricoverato all’ospedale di Alessandria. I medici inutilmente raccomandano riposo e  prudenza.

 

L’ultimo anno della sua vita è quasi la sintesi dei suoi ideali: Gesù, Maria, papa, anime.

Il 22 gennaio 1939 tiene la seconda conferenza all’Università Cattolica di Milano sul tema “la c’è la Provvidenza”.

Il primo marzo benedice e invia gli ultimi missionari in America Latina.

Il 26 maggio esprime tutta la sua devozione e riconoscenza a Maria santissima con la inaugurazione del santuario della Madonna di Caravaggio costruito a Fumo (Pavia).

A Genova Molassana apre Villa santa Caterina per le nobili decadute, curando i dettagli più piccoli perché si trovino a proprio agio.

E il 28 ottobre come abbiamo ricordato, il saluto festoso a Pio XII a porta san Sebastiano.

Questo è l’epilogo di sua vita:

 

9 febbraio 1940: un altro grave attacco di angina pectoris lo porta in fin di vita. Riceve l’unzione degli infermi, si riprende, ma questa volta deve curarsi. Malvolentieri accetta di andare a San Remo.

6 marzo: compie l’ultima visita al santuario della Madonna della Guardia e Opere annesse.

Trascinandosi si reca anche in duomo e in episcopio a rendere omaggio al suo vescovo.

8 marzo: Ultima, presaga “buona notte” in Casa Madre: “non è tra le palme che voglio vivere e morire, ma tra i poveri che sono Gesù Cristo”. 

9 marzo: cercando l’anonimato, il silenzio, al mattino presto prende il treno per Sanremo.

Non può muoversi, uscire, ma può pregare e scrivere; e scriver e prega molto.

12 marzo: Invia un telegramma di augurio a Pio XII.  Alle 22.45 improvvisamente torna al Signore sussurrando: “Gesù, Gesù, Gesù, vado…”

Dopo un percorso trionfale da Sanremo a Genova, Milano, Montebello, Voghera, Tortona, il 19 marzo è sepolto, come era suo desiderio, in Cripta, ai piedi della Madonna della Guardia.

 

A 25 anni dalla morte, in occasione della ricognizione della salma, il suo corpo è ancora in perfetto stato di conservazione, mentre il legno della cassa era marcio.

 

Ora i fedeli lo venerano e lo pregano là, nel suo bel Santuario. Anche questo era suo desiderio: portare tutti a Gesù, attraverso la Madre sua, Maria Santissima.

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